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Malasanità, ennesimo caso a Napoli: muore 23enne dopo 4 ore di attesa

24 Août 2017

Dopo aver diffuso la denuncia presentata dal responsabile del Pronto Soccorso del Loreto Mare, Alfredo Pietroluongo, si sono moltiplicate le polemiche circa le attribuzioni di responsabilità per la morte del ragazzo. Un 23enne era arrivato in gravi condizioni all'ospedale Loreto Mare. In ogni caso nel nosocomio Vecchio Pellegrini sono stati effettuati gli esami necessari ed intorno alle 8.30 della mattina il 23enne viene nuovamente trasferito al Loreto dove purtroppo morirà poco dopo. "Si provvedeva a richiedere il sangue in urgenza e alle ore 1.04 avveniva il ricovero in Chirurgia con prognosi riservata e in imminente pericolo di vita".

Sempre nella denuncia si legge che ciò nonostante, il paziente rimaneva in codice rosso impegnando 2 unità infermieristiche del pronto soccorso con un visibile di disagio per il resto delle attività dello stesso pronto soccorso, mentre le anestesiste intervenute rientravano in rianimazione. "Venuto a conoscenza del fatto che il paziente era in attesa da circa due ore di essere trasportato in un altro Presidio per eseguire una angioTac e la cosa si rallentava perché non vi era accordo su quali infermieri avrebbero dovuto eseguire il trasferimento, chiedo di provvedere ad accelerare i tempi dell'iter diagnostico anche perché il codice rosso era bloccato da circa quattro ore".

Intanto sono centinaia i messaggi di cordoglio di amici e conoscenti che chiedono giustizia affinchè la morte di Antonio non finisca nel dimenticatoio. Pietroluongo cerca di parlare con il medico che stava seguendo il caso e scoppia uno scambio di accuse.

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Lo staff parte, ma senza rianimatori. Ore in cui le condizioni di Antonio Scafuri hanno continuato a peggiorare drammaticamente, tra le sollecitazioni della famiglia a fare qualcosa e le presunte rassicurazioni del medico di turno al pronto soccorso del Loreto Mare, secondo il quale era tutto regolare.

Scafuri racconta che è stato consentito ai familiari di vedere il ragazzo solo "dopo le 15 quando già era deceduto". Nei prossimi giorni saranno ascoltate tutte le persone che si trovavano quella maledetta notte al Loreto Mare e coinvolte a vario titolo nella vicenda anche se non presenti fisicamente in corsia. Ma l'attesa è lunghissima, passano quattro ore, Antonio muore su quel lettino. Era freddo, segno che era morto da tempo. "Pretendiamo la verità", aggiunge. La vicenda è stata resa nota dal consigliere regionale campano dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità. E il genitore ricorda che, dopo l'angiotac, il figlio "era stato portato in Rianimazione a causa delle tante fratture". Poi, insieme con la moglie, non ha più visto in vita il figlio: "Ci avevano assicurato che avremmo visto Antonio verso le 13 e che gli esiti degli esami erano favorevoli".